Casale dei Cosentini – Sicignano degli Alburni

Alle pendici sud-orientali degli Alburni esisteva un altro insediamento di popolazione greca, quello di Casale Cosentino o casale Cosentinorum, come si trova menzionato nelle fonti scritte, oggi ricadente nel territorio dell’attuale Castelluccio Cosentino, a sua volta frazione di Sicignano degli Alburni. Un documento falso datato al 1045, menziona il “casale dei Cosentini” tra i beni donati all’arcivescovo di Salerno dal principe Gisulfo II. Questa falsificazione si rese necessaria per giustificare le rivendicazioni del presule salernitano su beni perduti durante la dominazione sveva. Tuttavia il suo contenuto non pregiudica l’evidenza di una radicata presenza in questa zona di comunità grecofone. Oltre alle pergamene greche di Santa Maria di Pertosa, altra documentazione superstite ci informa che questa parte della medio-bassa valle del Tanagro fu interessata da uno stanziamento significativo di popolazione trasferitasi qui dai vicini domini bizantini. Sappiamo che alla fine dell’XI sec. il conte normanno di Principato, Roberto, signore dell’antica contea longobarda di Conza, e Glorioso, figlio di Pandolfo di Capaccio, insieme ad altri laici, alcuni dei quali di chiara ascendenza bizantina a giudicare dai loro nominativi, donarono alla Chiesa salernitana diversi beni di loro proprietà, tutti posti proprio nelle immediate vicinanze del “Casale dei Cosentini”, tra il fiume Tanagro e il torrente Petroso.

L’insediamento di popolazione greca proveniente dalla Calabria settentrionale ha lasciato diverse tracce simili nella toponomastica di questa regione. “Cosentini” è una frazione di Montecorice, in Cilento. Il toponimo “Cosentino” è presente anche nel territorio di Laureana Cilento, come pure una località “Cosentini” si trova nel comune di Castelcivita oltre che nel territorio di Caggiano.

Di questo insediamento non restano oggi che pochi ruderi posti alle pendici del rilievo su cui si colloca l’attuale Castelluccio Cosentino, in parte lambiti dalla corsia nord dell’Autostrada E45. Il sito è interessato dalla sopravvivenza di numerosi ruderi, uno dei quali identificabile con la chiesa dedicata a San Giorgio, donata nel 1098 dal normanno Roberto di Principato alla Chiesa salernitana, insieme a tutti i coloni da essa dipendenti.